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3 giugno 2011 5 03 /06 /giugno /2011 13:38
POLLICE VERSO


In quante occasioni vi è capitato di esclamare “Sono una mamma di merda…” perché nove volte su dieci dimenticate di stirare il grembiulino e vostro figlio varca la porta dell’asilo conciato come uno che è appena stato assalito da un branco di orsi polari?

Quante volte vi sentite una madre di merda perché Lamammachetuttofa sforna la torta di mele ogni giorno  mentre voi riuscite a bruciare persino l’acqua per cuocere gli spaghetti?

Chi non si è sentita una mamma di merda la Domenica tremenda in cui si è presentata truccata, pettinata, taccata, con un bel regalino per l’amichetto di suo figlio e, rileggendo all’ultimo minuto l’invito, si è accorta che la festicciola era fissata per il giorno prima?

No, care colleghe, questo non è essere madri di merda. Questa è vita, semplicemente.  Ve lo racconto io, invece, chi è veramente una madre di merda. Ma di Merda con la M stramaiuscola.

Poniamo il caso che un bambino di sei anni viva lo shock di due genitori che si stanno separando, e che ne soffra al punto tale da aver bisogno del sostegno di uno psicologo infantile.

Poniamo anche il caso di un secondo bambino che manifesti un livello di autostima al di sotto della media, che non è in grado di difendersi dai dispetti dei compagni, che si pone sempre un gradino più in basso degli altri, che manifesti il suo disagio rifiutando il cibo e addirittura l’acqua, che si addormenti a metà mattinata sul banco, stremato dalla debolezza, che abbia difficoltà di concentrazione, che seppellisca  la sua innegabile intelligenza sotto il macigno dell’insicurezza. Anche lui necessita del supporto di uno psicologo. Capita, non c’è nulla di strano in tutto ciò, nulla di disdicevole, nulla di irrimediabile. Questi due cuccioli hanno bisogno di un’attenzione particolare, e quindi? Questo li trasformerebbe automaticamente in “diversi”?

Poniamo il caso che questi due bambini siano compagni di classe e che la mamma di un terzo alunno annunci spensieratamente che non vuole che suo figlio abbia nulla a che fare con queste due creature. Perché, è ovvio, potrebbero contagiarlo con la loro follia latente. Ecco, questa è sicuramente una mamma di Merda. E deve ringraziare la sua buona stella, perché ha il culo di abitare a centinaia di chilometri da casa mia, in una civilissima città del Nord Italia. Altrimenti, ve lo giuro su quanto ho di più caro, la cancellerei da questo mondo iniquo dopo averla torturata a morte senza provare il minimo rimorso. Lei è davvero una madre di Merda, una che custodisce un cuore nel petto soltanto perché il buon Dio ha voluto omaggiarla di un inutile orpello.

Tempo fa parlavo con una mia carissima amica. Si è trasferita per motivi lavorativi in una città distante anni luce da casa mia.  Le hanno revocato il part time verticale che le consentiva di prendersi cura dei suoi figli durante i mesi estivi, non può contare sull’aiuto dei nonni e non può permettersi un centro estivo. Suo marito ha dei problemi di salute non gravissimi, ma che lo hanno inchiodato a casa per due mesi. E’un bravissimo papà, e un compagno collaborativo, ma per cause di forza maggiore negli ultimi tempi non è stato in grado di aiutarla.  

Suo figlio è una delle due creature di cui vi ho parlato, quello che soffre di carenza di autostima, e che può beneficiare del supporto dello psicologo soltanto in orari scomodissimi che lo hanno costretto a perdere 2 giorni di scuola a settimana. Nessun aiuto dalle istituzioni: il bambino non ha fortunatamente un grave handicap, vive “soltanto” un disagio psicologico  e legalmente non ha diritto a un sostegno all’interno dell’istituto scolastico. La mia amica è impazzita per accompagnarlo a questi incontri, tutti di mattina.  

In tutto ciò, ha prudentemente “confessato” le problematiche che stava vivendo soltanto a due care amiche che l’hanno aiutata, ad esempio, andando a riprendere il piccolo a scuola mentre lei doveva recuperare le ore di lavoro perse. Ma la mamma di Merda, Regina Suprema del Male, è riuscita in qualche modo a scoprire la faccenda. E a vomitare la sua sentenza.

Sono sempre stata convinta del fatto che una madre non si giudica mai, ma questa è veramente un caso a parte. Pollice verso per te, Mamma di merda. Se non mi facesse troppo schifo, avrei un’ideuzza sul dove ficcartelo. 


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commenti

JasminAladdin 06/08/2011 00:11

capisco l'indignazione di tutte! Le persone indignate sono persone che hanno cuore, che hanno empatia, e sentono la sofferenza del bambino che poi spesso sono il riflesso del disagio vissuto in casa.

Nel mio piccolo, e osservando le persone in genere, ho notato che ci sono delle "mamme" e delle "non mamme" e questo a prescindere dall'avere avuto o meno figli.
Certe donne, la maternità le trasforma in madri, aprendo il loro cuore verso l'umanità, la comprensione, l'accoglienza, la solidarietà... si dice che un figlio ti insegna a vivere e crescere...
Ad altre questo non capita.
Altre ancora, non hanno bisogno vivere l'esperienza della maternità, hanno un cuore già aperto, accogliente, caldo e vivo, per abbracciare questi bambini che soffrono e esprimono ognuno a modo suo la propria sofferenza, hanno innato un canale aperto diretto con questi bambini che lo sentono e si sentono amati a capiti da queste donne.

Le donne che rigettano i bambini "difficili", hanno una parte dentro di sè "morta". Forse chissà? Vedono in quel bambino la loro stessa sofferenza che non vogliono affrontare e che rifiutano come rifiutano quel bambino? Forse anche loro sono state rifiutate da piccole perché hanno cercato di esprimere un loro disagio e sono state rigettate? Non saprei...
In genere osservo quel tipo di persona e solitamente mi fanno molta pena, e a saper guardare meglio, sono persone che hanno dentro un grande vuoto, e una grande solitudine.
Forse, più che volerle ammazzare, avrebbero bisogno anche loro di aiuto, come i bambini... in fondo siamo tutti dentro dei bambini, e portiamo dolori sofferenze non sempre risolte...

Serenità

anonimo 06/05/2011 21:28

Io.Sono.Senza.Parole...oddio, le parole le avevo eccome leggendo il tuo post, ma sono volate via leggendo i commenti di mamme decisamente migliori di me!
Che stronza!!!
Loretta

anonimo 06/04/2011 18:20

che peste la colga! subito!!! è vero, vale il discorso "non bisogna mai giudicare le mamme", ma ci sono donne che non sono madri, neanche se si dichiarano tali. questa ne è un esempio lampante. quindi non ha scusanti... 

rocciajubba 06/04/2011 09:22

Le altre han detto tutto. Per me e' un argomento delicatissimo perché mio marito e la sua famiglia considerano ancora il bisogno di sostegno psicologico unavetgogna e una colpa, il che genera in questo momento parecchi problemi a me che ne avrei bisogno.
Io non sono una brava mamma, ma questo e' davvero troppo: colpevolizzare un bambino no! Posso arrivare a capire il temere che un bambino violento faccia male a tuo figlio. E' umano. Ma la soluzione non e' colpevolizzare il bimbo ma fare in modo che sia aiutato. E poi non e' questo il caso in questione eccheccavolo!

pinkmommy 06/04/2011 07:47

Meglio che non dica come farei capire a questa madre che spara cazzate enormi che feriscono e danneggiano...ma che razza di insegnamento e di mentalità trasmette a quelle povere anime dei suoi figli???????

Chi Sono

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  • : Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
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