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20 dicembre 2010 1 20 /12 /dicembre /2010 17:36
lacrime


"Caro Babbo Natale,

è da una vita che non ti scrivo, ad occhio e croce una trentina d’anni, ma può una vecchia bambina come me chiederti un aiuto per farla finita con questa storia? Non ti chiedo giocattoli , quelli te li chiedono tutti, non ti chiedo sogni, perché in un modo o nell’altro i sogni possono avverarsi. Ti chiedo invece un piccolo miracolo, se ce la fai. Regalami anche solo per qualche istante l’età che adesso ha mio figlio, voglio sentire ancora una volta il profumo di sapone di marsiglia misto a violetta di Parma, l’odore di mia nonna mentre mi accarezzava i capelli, un odore che adesso è solo un ricordo impallidito e triste. Regalami la forza di credere ancora in qualcosa, o in qualcuno, spazza via questa dannata malinconia perché non è umano né normale essere infelici a Natale…”

Ho appallottolato questa letterina con gesto sconsolato, è ormai da un bel pezzo che non credo più a Babbo Natale e non gli perdonerò mai fino in fondo il fatto di essere soltanto la più splendida delle mie illusioni infantili. Un tempo lontanissimo confidavo teneramente in lui, così come credevo fermamente in altro. Ultimamente la mia fede vacilla  e, questo ve lo assicuro su quanto ho di più caro, non è totalmente colpa mia, ma di un pour pourri di avvenimenti che avrebbero sfiancato anche il credente più fervido. 


Di solito finisco di comprare i regali al massimo a metà Novembre. Oltre, mi vengono gli attacchi di panico. Non sopporto la calca, la gente isterica che nel periodo pre-natalizio tira fuori il peggio di sé, il traffico convulso, le lucine a intermittenza ovunque, anche nei bagni sudici delle stazioni di servizio. Intendiamoci, non è che io non ami il Natale in senso assoluto, anzi: l’ho amato così come pochissime cose nella mia sciagurata esistenza. Ma da qualche anno a questa parte durante l’avvento mi coglie una forma latente di depressione ed è inquietante, visto che io ho perennemente il sorriso stampato sulle labbra a mo’ di paresi facciale. Eppure mi capita, e mi detesto in modo inenarrabile per questo.

Mentre tutti si scambiano auguri, abbracci, regali e sorrisi a me viene voglia di singhiozzare. Sarà che tempo fa potevo ancora dividere una fetta di pandoro con gente che oggi la morte ha trascinato via spietatamente e con troppi anni d’anticipo, sarà che la mia famiglia è sparpagliata in tre regioni diverse e incontrarci è una gioia immensa, ma altrettanto immenso è il dolore nel doverci separare, sarà che certe tavolate chiassose e incasinate di parenti oggi non esistono più, sarà che è doloroso scoprire ogni giorno una nuova ruga sul volto di mio padre e accorgermi che l’uomo che un tempo mi sovrastava di tutta la testa ora è più fragile e piccolo di me, ma non riesco più a respirare l’aria di festa così come facevo un tempo.

Sarà che io odio le imposizioni, e mi scelgo con comodo altri 364 giorni del calendario per essere buona, sarà che mi indispettisce vedere bambini di 2 anni che frignano per un gioco da 200 Euro e l’ottengono, sarà che per me un tempo il Natale significava tutta un’altra cosa e mi atterrisce ciò che è diventato ora, ma adesso mi ritrovo a combattere con questa tristezza inopportuna infiocchettata di brutti pensieri. A Natale io ho il cuore rattrappito, e non mi diverto più. 

Non accade soltanto a me, ci sono diverse persone alle quali il Natale fa un effetto assolutamente contrario a qualsiasi legge logica. Sapere che ci sono altri depressi in questo periodo non mi consola per niente, anzi, accresce in qualche modo il mio malumore. 

Di solito io finisco di comprare i regali al massimo a metà Novembre, dicevo, eppure quest’anno mi ritrovo ancora con un paio di pensierini da fare e nessuna voglia di ritrovarmi a fare un coda interminabile allietata da un altoparlante che rimanda ossessivamente melodie natalizie. 

Domani mi farò forza e mi infiltrerò nella bolgia dei ritardatari, ma se per caso durante l’oretta di fila alla cassa dovrò ciucciarmi per l’ennesima volta George Michael che cinguetta “Last Christmas”, giuro che agguanto un badile e sfascio l’impianto di filodiffusione.

A Natale siamo tutti più buoni. Io, purtroppo, no. E cacchio se vorrei che fosse tutto diverso…


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commenti

anonimo 12/23/2010 20:00

ti vogliamo bene anche quando sei malinconica!

un abbraccio, Elena

staccata 12/22/2010 13:09


Ringrazio tutte quante per aver commentato, per avermi lasciato abbracci e tanta solidarietà. Questo è un post insolito, l'ho scritto di getto e stride con quello che gli orfani di fantasia definirebbero il mio "essere una persona solare".
Il sole a volte splende, altre no, ma non si spegne mai del tutto. Cavolo, sono sempre La Staccata io! Solo lievemente più malinconica.

anonimo 12/22/2010 10:52

Cucciola, non è così illogico provare questi stati d'animo proprio in un giorno speciale come il Natale e i motivi li hai già elencati, fanno parte del bagaglio di chi è diventato "grande", di chi ha cercato di mantenere con forza dentro di sé quella magia che ci avvolgeva da piccoli ma che, ogni anno in più, sembra dissolversi, dientare nebbia. E' odioso crescere, te lo dice una bimba cresciuta per forza ma che in cuor suo difende quel lato infantile per poter credere ancora nella magia: la realtà fa troppo male ed è alora che è bello rifugiarsi nel nido caldo e sicuro di quando si era dei bimbi, in quell'atmosfera in cui si aspettava davvero col cuore l'arrivo di Babbo Natale! Ma sai una cosa, ho scopeto che non è necessario attendere il 25 Dicembre. Natale è ogni volta che guardi tuo figlio; lo ascolti e ti rendi conto di quanto sia bello dentro, oltre che fuori; è cogliere quelle espressioni tenere o buffe che solo tu ricorderai per sempre. Natale è l'amore che provi verso qualcuno e solo quando questo sparirà potrai disperarti. Oggi no,  e fa' in modo che non accada mai. Sentirai una fitta al cuore sapere che chi hai amato non è più con te fisicamente e la malinconia ti potrebbe stringere nelle sue dannate spire ma l'amore va oltre la materia. Quel qualcuno ti accarezzerà il cuore e allora saprai che anche con chi non c'è più Natale sarà ogni volta che lo penserai e lo amerai come non mai! Un baciolones spiaccicoso, non sei sola, cucciola! tua devota Pat

pinkmommy 12/21/2010 14:07

Dispiace davvero tanto sapere che ti senti così...e ricreare la magia del Natale per tuo figlio potrebbe alla fine risultarti utile così come potrebbe essere una mazzata...allora sai che si fa? Ti abbraccio forte, mandiamo a quel paese gli ultimi pensierini che devi comprare e parliamo di altro, di tutto quello che ci piace dal 7 gennaio in poi! Bacio!!!

rocciajubba 12/21/2010 08:18

Se ti senti così c'è poco da fare se non abbracciarti forte forte.
Parti dalle piccole cose, da un piccolo gesto per te e per chi ami. qualcosa che ti faccia sentire bene. Già questo è Natale.
Non pretendere altro da te stessa.

Chi Sono

  • : La Staccata
  • La Staccata
  • : Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
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