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23 luglio 2012 1 23 /07 /luglio /2012 12:06

torta

 

 

 

La vita comincia a quarant’anni era una frase priva di alcun significato quando ero un’adolescente brufolosa. Mi sembrava una capziosa auto consolazione buttata a vanvera dai matusa per esorcizzare l’incubo delle rughe e della pancetta.

Quando sei gggiovane un quarantenne ti appare come un vecchio capo pellerossa che si aggira nelle verdi praterie alla ricerca di un posto consono dove riporre per sempre le sue stanche ossa.

Adesso, invece, ne capisco finalmente il senso.

La vita comincia a quarant’anni, almeno per me è vero. Ci sto ragionando già da un po' e ieri, che era il mio compleanno, ho avuto un'altra conferma grazie alla mia migliore amica. Di anni ne ho compiuti 42, il tempismo non è mai stato il mio forte, ma vabbe'...

La vita comincia a quarant’anni. Te ne rendi conto soprattutto dopo aver fatto un’immane cazzata sconsideratezza.

Ok, l’hai fatta. La botta d’imbecillità capita a chiunque, persino alle menti più brillanti. Figuriamoci se non può capitare a me. Tiri le somme, asciughi qualche lacrima e ti rendi conto che hai finalmente la maturità necessaria a comprendere dove e perché hai sbagliato. Non è troppo tardi per ripartire più motivato e cazzuto di prima.  Hai concesso fiducia incondizionata a persone che non erano degne neppure di soffiarti il naso, ti sei sbattuta a morte per nulla, rimettendoci energie, risorse finanziarie, una bella porzione della tua brillante intelligenza, un briciolo della tua rispettabilità e anche un bel po’ del tuo talento. Hai svenduto te stesso credendo ciecamente in qualcosa che non era affatto tuo.

Le situazioni, i luoghi e le circostanze possono essere i più svariati, ma l’esito è il medesimo: ti senti un cojone. Cambiando l’ordine dei fattori, il risultato non cambia. Ho parlato con tanti miei coetanei, è capitato anche a loro. E’capitato pure a me. Amen.

Ora ho maturato esperienza. Mi sono incattivita, forse, però ho scoperto che non è affatto troppo tardi per ricominciare facendo tesoro degli errori. Contornata da persone che mi vogliono sinceramente bene, mi stimano e sanno vedere molto al di là di ciò che appare in questo blog o altrove, mi sento più forte, attiva, energica. In poche parole: viva dopo un lunghissimo periodo di morte cerebrale.

Ieri sera Papy mi ha fatto una sorpresa: pensavo che ci portasse a mangiare il pesce in un ottimo locale soli soletti. Ma una volta entrata nel ristorante, al tavolo c’erano la mia migliore amica e suo marito ad aspettarci. Erano cinque mesi che non riuscivamo a vederci, un altro degli effetti collaterali dell'immane sconsideratezza che vi ho descritto sopra, anche se per sommi capi. Perché sono una signora, io.

La mia amica ha qualche mese più di me. Siamo cresciute assieme, come sorelle. Adesso abitiamo a 35 chilometri di distanza l’una dall’altra il che, per chi vive in una città mastodontica come la nostra, può significare non frequentarsi per lunghi periodi. Se aggiungete che è mamma come me, che ha un lavoro impegnativo, che mio marito è libero nei week end una volta ogni morte di Papa e che anche lei negli ultimi anni ha vissuto situazioni a dir poco complicate potete avere un’idea di quanto mi abbia fatto piacere abbracciarla dopo tanto tempo.

Mi ha così raccontato di un suo imminente progetto. Una cosuccia ambiziosa ma fattibile. Una nuova avventura per la mia amica del cuore che l’ha resa più bella, più forte, più sorridente, più sicura di sé e persino più giovane. Anche per Stefy la vita comincia a 40 anni. O giù di lì.

Ora incrocio le dita per lei, per me, per tutti i quarantenni che a quest’età ricominciano a vivere. Evviva noi. Alla faccia di tutti gli adolescenti brufolosi che oggi ci chiamano “vecchi”.

anello.JPG 

L’ anello di carta che mi ha regalato Superboy, il mago dell’origami. Ho pianto neanche fosse un solitario di Cartier..

            

scarpe

 

Il regalo della mia amica: sandali piatti ultrachic. Devo aggiornarla su qualche cosuccia che mi è successa quest’estate. Ancora non sa che ho ceduto alla tentazione delle zeppe. Le scarpe sono carinissime, la foto non rende loro giustizia. Le ho prese come un dono di buon auspicio: colora la tua vita di rosa, il più possibile. Intanto comincia dai piedi e schiacciaci tutte le cacche che incontrerai in futuro.

Quelle che ho già lasciato sul marciapiede mi auguro che vengano prima o poi investite da un tir. Potrebbe anche accadere. Nel dubbio, sto prendendo la patente C. Chi fa da sé…

 

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commenti

Alice 08/09/2012 15:17

Condivido la sensazione di rinascita da qualche anno a questa parte. Ho cinque anni più di te, ma provo anch'io la sensazione di"uscire da un lunghissimo periodo di morte cerebrale". A volte mi
domando dove sono stata in questi ultimi anni. E mi sento viva. Beh per gli auguri di buon compleanno è un po' tardi, ma un augurio di un anno stupendo si può fare, no?

LibraiaVirtuale 08/07/2012 10:42

Cara S/Taccata,
mi ero proprio dimenticata del tuo compleanno! E dire che io lo festeggio il giorno dopo!
E, a proposito, anche io ho ceduto alla tentazione della zeppe!

Buon compleanno, anche se in immane ritardo!

mammacomeposso 07/25/2012 17:27

auguri auguri e ancora auguri. e complimenti per anello e scarpe.

Paola 07/24/2012 14:14

Anch'io fra 15 giorni compirò quarant'anni e con questo post sembra che mi hai letto nel pensiero. Mi rispecchio in molte delle cose che hai scritto. Chissà quarant'anni sono un punto di passaggio
molto importante per una donna, come i cinquanta per gli uomini, dove si tirano le somme.

Renata 07/24/2012 12:46

Auguri, anche se in ritardo! Da ora in poi tutto è conquista ed enorme soddisfazione: le cose non si danno per scontate e tutto conta il doppio!
Ad majora! un sorriso, Renata

Chi Sono

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  • : Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
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