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23 dicembre 2009 3 23 /12 /dicembre /2009 09:00
ben ten

Lunedì pomeriggio Superboy scorge dei pacchetti sotto l’albero di Natale della nonna.

Alla domanda “ Questo è per me?” mia suocera, capace psicologa infantile, risponde con la vocina stridula che riserva ai momenti di maggior orgasmico giubilo : “Si, si! Te lo ha regalato il Babbo Natale di zia Manuela!”

Alè, grazie mille suocera! Avresti potuto inventarti almeno altre 52 risposte diverse, fingere che fosse un regalo per te o per qualsiasi altro componente della famiglia: siamo dieci in totale, contando anche le tartarughe, non era poi così difficile. Ma tu, che ti faresti fare la cacca in bocca da tuo nipote, non hai resistito alla tentazione di farlo felice prima del tempo e hai pensato bene di scatenare la filippica del “Dai mamma, fammelo aprire!” a cinque giorni dal santo Natale. Già, cosa te ne importa? In fondo la parte della nazista che vuole fargli rispettare le regole spetta sempre a me, tu sei la fatina buona che gli concede tutto.  Perché gli vuoi bene tu.

Disquisizioni velenosette a parte, dopo un giorno di lagne, ovviamente, vince Superboy. Visto che sono un’ottima educatrice, gli consento di aprire il benedetto pacchetto in anticipo e lì il disastro: il piccolo sgrana gli occhi per la sorpresa, allarga la bella boccuccia in un sorriso radioso e grida felice che il Babbo Natale di zia Manuela gli ha regalato l’ Omnitrix ( l’orologio di Ben Ten), proprio quello che desiderava tanto.

‘azz!” esclamo mentalmente io. Anche il Babbo Natale della mamma gli ha regalato lo stesso orologio ma, visto che a differenza di Superboy lui rispetta le regole, avrebbe depositato l’agognato giocattolino sotto l’albero soltanto la vigilia di Natale.

Così, oltre alla rogna di dover andare a cambiare uno dei doni che avevo comprato per il nano, ho dovuto anche ciucciarmi un’oretta di entusiastiche esclamazioni di Superboy, totalmente fuori di testa per la gioia: “Guarda mamma! Che splendore questo orologio! Lo desideravo tanto, è bellissimo, è totanico, è da una vita che ti chiedevo di comprarmelo ma tu (orrida strega taccagna ndr)non l’hai mai fatto. Meno male che ci ha pensato il Babbo Natale di zia. Brava zia Manuela, lei si che è un genio!”

Già: all’orrida strega taccagna non era passata neanche per l’anticamera del cervello l’idea di comprare quello strabenedetto orologio. Un giorno in cui aveva quasi trentotto di febbre e l’intestino in lotta selvaggia contro i batteri della gastroenterite, si è limitata a strappare l’ultimo esemplare rimasto dalle grinfie di un’altra madre inferocita e incazzata quanto e più di lei a causa del traffico congestionato delle feste. Ne ha ricavato un molare scheggiato e una sequela di epiteti irripetibili, ma ha ottenuto lo scopo e se ne è tornata a casa distrutta, febbricitante ma felice.

Lei non ti conosce affatto, no. Ignorava totalmente il fatto che l’Omnitrix figurasse nella top ten dei doni elencati nella letterina indirizzata al vecchietto di rosso vestito.

Lei non ti ama, no. Lei ti costringe a mangiare composto possibilmente evitando di pulirti il muso sporco di sugo sulla manica della maglietta, lei ti spedisce a nanna alle nove di sera e pretende che, dopo aver messo all’aria la cameretta, tu riponga tutti i tuoi giocattoli. Lei è una rompiscatole assoluta, lei non è attenta ai tuoi bisogni, lei pretende che tu non dica le parolacce e che saluti educatamente tutti, anche il criceto sordo della vicina di casa. Lei è una strega si. E le streghe, è risaputo, non comprano gli Omnitrix per il piccolo Oliver Twist il quale, orfano del bramato balocco, non sarebbe riuscito a superare il giorno di Santo Stefano.

La strega è ora inferocita come una biscia, perché sarebbe buona norma e regola informarsi prima di regalare un giocattolo. Lei lo fa sempre, gli altri a volte no. E così, il giorno di Natale, Superboy aprirà altri pacchetti ma non perderà occasione di rinfacciare al Babbo Natale della Staccata che è un vecchio affetto da demenza senile e non sa leggere le letterine. Meno male che ci ha pensato quello di zia Manuela ad aggiustare le cose!

Raccontato questo, ne approfitto per augurare uno strepitoso Natale a chiunque passi di qui, ma non al Santa Claus di zia Manuela: non lo perdonerò mai per avermi sottratto la gioia di mio figlio.

A Natale siamo tutti più buoni, ma non io: sono un’orrida strega taccagna e me ne vanto.  

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commenti

Elisabhett 01/07/2010 21:38

Ciao, come va??? E da un pò che non aggiorni, la tua nuova vita da scrittrice come va???Novità?
Baci e buona notte

Elisabhett 12/30/2009 07:55

staccata 12/24/2009 16:21

Cara pensataaddosso, ti rispondo nella mia lingua madre: " è 'na parola!".
Lo so benissimo che avrei dovuto fare la tedesca anche in quell'occasione, così avrebbe risposto anche Tata Lucia, ma ribadisco che era tecnicamente impossibile.
Anche un soldato della Gestapo avrebbe incontrato le mie stesse difficoltà!
STRABACI"

pensataaddosso 12/24/2009 14:42

avevo capito, infatti dicevo che era meglio fare la tedesca anche questa volta Un abbraccio e ancora buona natale 

ilmaredentrome 12/24/2009 13:11

senti non posso non darti ragione, ho avuto anche io un inconveniente, uno fra i tanti, proprio sui regali della suocera alle bimbe, che chiede a loro cosa vogliono in nostra assenza e senza dire nulla a nessuno nè avvisare compra ciò vogliono, senza minimamente rendersi conto che, magari, qualcuno ha già pensato a quel regalo.... prima di lei. Che in fondo scrivono una letterina, ed è una, non una per ciascuno dei parenti.
insomma a volte le suocere e parenti vari distruggono senza rendersene conto piccole catene invisibili di passaparola....
a volte mi chiedo dove hanno messo la sensibilità !!

Comunque sia, non prendertela, come vedi non succede solo a te, spero che tu possa vivere momenti speciali durante queste feste.
Di sicuro ci farai leggere qualche tua perla... qua e là... vero?

Augurissimi di buon Natale!!!!!

Chi Sono

  • : La Staccata
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  • : Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
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