Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
1 maggio 2012 2 01 /05 /maggio /2012 01:57

donna.png

Qualche giorno fa ero davanti allo specchio del bagno e trafficavo con la trousse. A farmi da dama di compagnia c’era Superboy che a un certo punto se n’è uscito con una delle sue domande esistenziali:  

“Mamma, mi spieghi qual è il vantaggio dell’essere donna?”

Sono rimasta a bocca aperta, non per l’interrogativo in se stesso, neanche fra i più bizzarri che mi abbia mai posto, ma perché mi ha presa in contropiede. A me, sì, la funambola senza rete del lessico a ruota libera.... Ispirata dal mascara che tenevo in mano, ho sparato una lurida cretinata: 

“Beh…Ecco…Ad esempio le donne possono truccarsi e quindi apparire più belle. Soprattutto in una giornata no è un gran bel vantaggio, sai?”

Lo so. Dopo questa affermazione ho perso il diritto a flaggare sulla casellina “femmina” di qualsiasi modulo mi capiti sotto tiro, a meno che non stia compilando quello per farmi internare alla Neuro. Ma altro, ve lo assicuro, lì per lì non mi è venuto in mente. Ed è decisamente grave. La domanda di mio figlio ha sollevato interrogativi ai quali pensavo di poter fornire risposte più che sensate. Invece il mio silenzio è un risultato decisamente spiazzante e privo di logica. 

“Ma mica è vero, sai mamma? Anche gli uomini possono truccarsi… Io ne ho visti tanti truccati!” Bene. mio figlio ha preso a frequentare i locali delle Drag Queen. Vero è che ultimamente l’ho trascurato un po’, ma non credevo di averlo perso di vista in modo così drammatico…

“E dove li avresti visti, di grazia, gli uomini truccati?”

“Ovunque, mamma, mica è una cosa tanto strana, sai? Che sei sconvolta?”

“Per carità di Dio, amore caro. Mi sconvolgerebbe di più sapere che sei diventato laziale…”

“Allora, visto sui vantaggi non sei tanto prepararata, mi dici allora qual è lo svantaggio dell’essere donna?”

E lì ho risposto di getto, senza soffermarmi a riflettere un misero istante: “Lo svantaggio è che le donne lavorano il doppio degli uomini, spesso senza che nessuno riconosca la loro fatica.” Anche questa risposta non mi è piaciuta granché, eppure questo gli ho detto.

“Ma davvero, ma’? Ma se certe donne non lavorano neanche!”

Associazione FederCasalinghe, è tutto vostro. Ve lo lascio, fate di lui che volete, ma vi prego di trovare il sistema per farlo soffrire il meno possibile, perché tutto sommato gli sono affezionata.

Dopo di che è partita una filippica di circa due ore, minuto più minuto meno, dove ho riassunto a mio figlio i principi degli ultimi 3 decenni della lotta femminista, io che fra parentesi femminista convinta non lo sono mai stata. Intendiamoci: non gli ho certamente buttato addosso la colpa di essere maschio, razza privilegiata per diritto di nascita e per convenzione sociale, ma ho ribadito il concetto che essere donna non è esattamente una passeggiata di salute. Questo nella vita, e soprattutto nel lavoro.

Glielo dico da quando portava ancora il pannolino: togliti dalla testa che quel cosino che sfoggi in mezzo alle gambe ti regali il diritto di sentirti superiore a una “femmina”. Non è affatto così, tesoro mio. Perciò comportati di conseguenza. Infatti, il frutto dei miei buoni insegnamenti potete leggerlo in  Pesca pericolosa , soltanto un esempio delle teorie sessiste di mio figlio.

La nostra lunga chiacchierata spero sia finalmente servita a fargli comprendere che sì, suo padre è un uomo fantastico che all’occorrenza mi dà una mano senza fare troppe storie. Ma il punto è che quando va a fare la spesa al mio posto, oppure si occupa di lui, merita l’approvazione incondizionata della gente che pensa: “Ooooooooh! Ma guarda un po’ che bravo papà!” Lo è, di sicuro, su questo non ci piove.

Io, invece, indipendentemente dalle ore che ho lavorato e a prescindere da quanto sia stanca, certe cose devo farle di routine perché sono una donna. La realtà è che nessuno trova nulla di encomiabile in una che nel tardo pomeriggio accompagna uno o più figli in piscina dopo essersi ciucciata 8 ore di lavoro, una sveglia all’alba per smaltire una catasta di panni, lo spesone settimanale e una miriade di altre incombenze che non elenco per non rendere questo post più retorico di quanto non sia già. Quella non è una “brava mamma”, ma una mamma. O una donna. Punto. Lavora il doppio di un uomo, ma è "naturale"che sia così.

Le mie riflessioni non sono particolarmente originali o brillanti, lo riconosco. Però non è casuale il fatto che le pubblichi proprio oggi, che è il 1 Maggio. Lo faccio esclusivamente per porvi un quesito: possibile che una donna dignitosamente intelligente, abituata ad analizzare gli aspetti sociali della vita per deformazione professionale, una tipa che difficilmente si trova a corto di parole, sia stata incapace di raccontare a suo figlio quali siano i vantaggi dell’essere donna? Perché ce ne sono parecchi, lo so. Solo che a bruciapelo non ho saputo elencarli. Sono improvvisamente rintronata io, oppure rispondere a questo quesito non è poi una faccenda così elementare?

Condividi post

Repost 0

commenti

roberta 05/09/2012 11:51

beh, sulle motivazioni con cui spieghi perchè non si possa considerare l'essere mamma come un vantaggio dell'essere donna, purtroppo non posso contraddirti.
anche se... come ho avuto già modo di dire non faccio parte della schiera di mamme con padri collaborativi, eppure considero ugualmente l'essere mamma un enorme vantaggio che mi ha reso un essere
umano migliore. ma questa è una visione "privata" e singolare, quindi torni ad avere ragione tu sugli aspetti più "pubblici" e plurali della questione.
sull'essere femmina, parlavo d'altro... ma forse niente che si possa spiegare a un bambino di 8 anni, se pure sveglio e intelligente come superboy :)

la staccata 05/09/2012 08:39

@Silvia: grazie Silviè. Sì, è davvero troppo complicato per i nostri ottenni, per questo mi sono bloccata. IO, proprio IO, già…

@Martina: istintivamente avrei anch’io risposto che diventare la sua mamma è il miglior vantaggio che mi abbia riservato il mio essere donna, però quella è una prerogativa del nostro sesso, non è
in senso assoluto un vantaggio. Emotivamente parlando è sicuramente un qualcosa che ha stropicciato meravigliosamente la mia vita, me l’ha colorata, l’ha arricchita in modo impareggiabile. Lui sa
benissimo di essere la gioia più grande della mia esistenza, glielo ripeto continuamente, però lui non mi parlava certo di particolarità di genere, ma di vantaggi. E non mi chiedeva affatto se
diventare madre mi ha cambiato la vita, chiedeva altro. Custodire in grembo un figlio, a differenza di un uomo che non può farlo, è una caratteristica dell’essere donna. E’ certamente un vantaggio,
per carità di Dio, e i motivi sono così ovvi che ritengo superfluo specificarli.
Purtroppo c’è un ma…
Tecnicamente parlando, ed eliminando tutto il lato affettivo, emotivo e amorevole della faccenda, avere un figlio può essere un vantaggio se si ha la fortuna di avere attorno qualcuno che non lo
faccia diventare un problema, un ostacolo, un qualcosa che ti complica pesantemente la vita. Noi donne queste difficoltà le affrontiamo con coraggio, a testa sempre più o meno alta, e lo facciamo
proprio perché amiamo tanto i nostri figli. Ma in tutta onestà dire a mio figlio “essere mamma è un grandisssssssssimo vantaggio dell’essere donna” non mi è sembrata una cosa così corretta da
rispondere. E’ forse un vantaggio il fatto che la vergognosa “abitudine” di far firmare la lettera di dimissioni in bianco sia riservata soprattutto alle donne? E’ un vantaggio dover guadagnare la
metà ed essere mobbizzata come dice Supermamma? E’ un vantaggio dover dire mille volte grazie se qualcuno di fa il favore di accudire tuo figlio per un paio d’ore, vivere sempre dilaniata dai sensi
di colpa, farti problemi a chiedere aiuto, a delegare, anche se quel delegare è rivolto al padre di tuo figlio, il quale teoricamente dovrebbe aiutarti a crescerlo senza bisogno di chiedere?
Io ho la fortuna di avere un marito splendido in questo senso, ma le altre? Per le altre che non possono godere del mio stesso privilegio come la mettiamo? Non posso certo basarmi soltanto sulla
mia esperienza personale, certamente positiva, per dire in generale che diventare mamma è in assoluto il miglior vantaggio dell’essere donna.

@Livia: avere pochi peli??? Vorrei farti conoscere una mia amica; fa la ceretta persino sulla schiena, povera disgraziata

@Supermamma: ambè, sì. Quello è sicuramente un vantaggione :-D

@Renata: io non disconosco affatto il femminismo, intendevo dire che non concordo al 100% con alcune esternazioni troppo estremiste del movimento femminista, il vedere il maschio un po’ come un
nemico, e non come un alleato, il che è profondamente diverso. Io sono femminista ogni volta che pretendo lo stesso diritto che ha mio marito di riposarsi un po’, in tutte le occasioni in cui gli
chiedo aiuto e lo ottengo, tutte le volte che dico a mio figlio che non deve considerare un privilegio essere maschio. L’evoluzione femminista, a mio avviso, non si è affatto arrestata. Si è
semplicemente adeguata e rimodellata. Il fatto che i papà siano in media decisamente più coscienti del proprio ruolo ne è una prova lampante.

@Roberta: il perché “essere mamma” ed “essere femmina” non mi sembravano risposte troppo adeguate l’ho spiegato sopra.

roberta 05/04/2012 20:57

1. essere mamma.
2. essere femmina.
così a bruciapelo.
no?
r

Renata 05/04/2012 17:21

concordo con Martina, partorire è la prerogativa femminile che ti cambia la vita e che fa la differenza! a prescindere da quanto si riesca ad essere individui liberi da condizionamenti
culturali.

ma perché il femminismo viene quasi disconosciuto dalle donne della tua generazione ??? come possono le donne sperare di progredire nell'affermazione in un mondo maschilista, se l'evoluzione
femminista si è fermata al disgregare i miti? perché le donne delle generazioni successive non sono state in grado di andare avanti e costruire traguardi migliori?

supermamma 05/03/2012 19:48

aggiungerei anche che guadagnano la metà e vengono mobbizzate il doppio :-(

Chi Sono

  • : La Staccata
  • La Staccata
  • : Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
  • Contatti

Sneakers o tacco 12? Scegli il tuo banner!

Mamma staccata

Copia/Incolla il codice nel tuo sito:

mamma taccata

Copia/Incolla il codice nel tuo sito:

Bogo Approved Blog

bogo approved blog   

Archivio

I miei libri

More about Enciclopedia degli scrittori inesistenti More about Le mamme non mettono mai i tacchi More about Aggiungi un porco a favola More about Tris di risate More about Se mi lasci non male More about Hai voluto la carrozzina?