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28 settembre 2010 2 28 /09 /settembre /2010 19:21


gladiatoriOggi pomeriggio, all’uscita di scuola. I genitori chiacchieravano, i piccoli era in altre faccende affaccendati.

“Sbum, spam, sbatapam!”

Risa sguaiate in un’innocente rissa fatta di finti sganassoni. Finti, ma non troppo.

“Bambini per favore, non giocate con le mani che ci scappa il morto!”

“Stramp, stump, ciaff!”

“Per favore Superboy, smettila che la mamma ti amputa le braccine!” (l’unica a tentare di bloccare l’innocente rissa, come al solito, ero solo io).

“Ma hanno cominciato loro…”

“Non fa nulla, stai fermo…”

“Stump...”

Suono sordo, macabro. Una bimba esile come un giunco si piega in due. Ha beccato un colpo sullo stomaco. Un cazzotto, si affretterà a precisare. Un cazzotto, ribadirà zelante l’amichetta del cuore. No, non era un cazzotto. E’ solo che persino un sorcio anoressico come il mio al cospetto del piccolo giunco sembra un gladiatore. E quindi le ha fatto male, anche se l’ha colpita solo di striscio e in modo involontario.  Innegabilmente le ha fatto male.

Lo sgrido, così come faccio sempre quando lo vedo fare la lotta con gli amichetti. Scherzano, non lo fanno con cattiveria, ma l’imbecillità di quel gioco li attrae così come una ragazza in topless attirerebbe uno sfigato a digiuno da una vita. Lo sanno, i cretinetti, che poi c’è sempre qualcuno che si fa male, ma non la smettono mica. Di solito a farsi male è mio figlio, stavolta è toccata a Piccolo Giunco.

Gli dico di chiedere scusa, che non voleva farle male. Stavano solo giocando, un gioco demente, ma stavano giocando. Sarebbe bastato scusarsi, darle un bacetto e la questione sarebbe finita lì.

Di solito ubbidisce, sa che chiedere scusa è un buon sistema per togliersi dagli impicci e soprattutto è segno di civiltà. Ma adesso c’ha la crisi adolescenziale, lui.

Mette il broncio e, sfoggiando la demenza dei suoi momenti più brillanti, mi spara in faccia un bel: “No! Te lo sogni! Ha cominciato lei!” e inizia a sbattere con violenza lo zaino a terra con le lacrime agli occhi. Tipico atteggiamento da colpevole. Bella mossa Superboy, complimenti!

In una frazione di secondo si è levato un coro di:

“Eeeeeeeeh! Ma non si risponde così alla mamma, a me vengono i nervi quando vedo i bambini comportarsi così!” Ti ringrazio per il cortese interessamento, cara, ma ci penso io. Non è orfano, non ancora. Ma se va avanti così prima o poi riuscirà a farmi secca.

“Ma sarà necessario portarla in ospedale?” Sì, come no! Magari intanto avviamole una flebo in vena, tanto per stare sicuri.

“Ma perché hanno litigato, non si fa!” Non stavano litigando, porca di quella miseria. Giocavano, un gioco cretinissimo, ma giocavano.  

Il tafferuglio di gente si è pian piano dissolto, i commenti acidi anche. Resta il fatto che c’ho un figlio poco scaltro che ora si è fatto la nomina di picchiatore. Sarebbe bastato spiegare che stavano giocando, l’ho visto soltanto io che stavano giocando, tutti gli altri genitori in quel momento hanno avuto un attacco acuto di cataratta. Secondo le mie rosee previsioni, quell’etichetta se la scrollerà di dosso più o meno all’inizio della terza media.

Post rissa: lo faccio sfiammare un po’, poi attacco con la filippica del:“ Ma perché non le hai detto che non l’hai fatto apposta? Mamma ti ha visto che non l'hai fatto apposta. Perchè non le hai chiesto scusa? Bisogna farlo sempre, anche se una cosa non la fai con intenzione.”

“Perché mi stavano guardando tutti, pensavano che sono cattivo. Mi vergognavo. Ma io non l’ho fatto apposta.”

L’ho abbracciato forte e ho pensato che la vita delle mamme è sì dura, ma anche quella dei bambini non scherza. Subire un processo per direttissima e con insufficienza di prove a 6 anni non deve essere  facile.

Ma se lo vedo rifare quel gioco cretino, giuro su quanto ho di più caro che le braccine gliele amputo sul serio.


 


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commenti

Mondopapy 09/30/2010 09:57

Alla fine tutti questi scambi a me sono serviti. Ho capito alcune cose che per ovvi motivi di lontananza  mi erano ahimè sfuggite.E' evidente che hai bisogno di sostegno nell'affrontare le cose che ti accadono e che sentirti dire che accadono a tutti forse non ti è utile. Ma il fatto è che ognuno ha la propria esperienza e sono sicuro che i bambini siano diversi ma alla fine, fondamentalmente non dissimili tra loro.Superboy ti ha dato filo da torcere su alcuni aspetti ed ora passi una nuova fase difficile dopo un piccolo periodo di riposo. Ci conosciamo un pochino per sapere che un post non permette di dire tutto, ma i bambini passano periodi "no" che per noi sono complicatissimi da affrontare. I famosi due anni lasciano il posto ad una pre-adolescenza difficile da gestire...e non voglio sapere cosa succederà poi...eh eh! Hai tutto il mio appoggio, anche se vorrei, e lo dico con tutto l'affetto del mondo, che tu non vedessi sempre il meglio negli altri bambini, perchè non sai realmente quali processi questi mettono in atto quando tu non ci sei...non è tutto oro ciò che luccica...e tuo figlio è meno "diverso" dagli altri di quanto ti sei convinta....lo so lo so, adesso mi dirai che io non posso saperlo...beh, io sono convinto che sia un bambino con le sue particolarità, tutto qui.Devo anche dire che a differenza di te, attorno a me di bambini irrequieti, maneschi, che rispondono male e che tendono a cercare di prendere il sopravvento, ne vedo tantissimi. Nulla di strano dunque, ma certo assai difficile da gestire! La mia prima Fragola ha circa l'età di Superboy...e pensi non abbia i suoi difetti? Pensi non sia difficile gestire alcune cose? e' complicato, ma ho capito che c'è un modo vincente per affrontare i "periodi"...affetto, risolutezza, coesione di coppia, serenità, calma....più trasmetterai calma e affetto, più, piano piano lui seguirà le tue regole...se poi gioca alla lotta...beh, mandalo a karate...eh eh!Sai che ti voglio bene vero?Un dovuto PS. all'anonimo: Io non ho impressione che questa donna creda di avere un figlio unico nelle sue problematiche. In tal senso penso che sia il messaggio che la prima volta che si accede al blog  può arrivare. Ho piuttosto la certezza che veda troppa luce dove non ce n'è. Si insomma, rivalutare più che ridimensionare....scusate, scrivere non è facile!

staccata 09/30/2010 08:35

@anonimo: commenti intelligenti e costruttivi come i tuoi sono sempre i benvenuti. Ti invito, qualora ti facesse piacere, ad intervenire senza remore. Non devi, a mio avviso, frenarti perché talvolta dai miei post emerge il messaggio “mio figlio è unico”. Come hai acutamente osservato, “sembra” così, ma non è. Non sono convinta che Superboy sia l’unico bimbo del pianeta a mettere in difficoltà sua madre. Non è l’unico, ma è sicuramente raro. Per raro intendo che appartiene alla schiera di bambini senz’ombra di dubbio più complicati da gestire. Ne esistono molti, è vero, ma difficilmente ne incontro. Forse è una casualità, ma in 6 anni e mezzo di vita di mio figlio, in svariate occasioni di confronto con altri bambini, lui si contraddistingue sempre, in un modo o nell’altro. Con ciò non voglio ribadire di essere unica, così come unico non è mio figlio. Tutte le madri incontrano difficoltà più o meno pesanti, su questo non discuto. Ma è quel “più” che fa la differenza. Ad alcuni le mie problematiche possono sembrare del tutto comuni, ma bisognerebbe anche conoscere il quadro completo, che non si può certo raccontare con qualche post. Chi conosce Superboy sa che non è un tipo comune. Non è unico, ma certamente non è comune. Potrei fare mille esempi in merito, ma mi astengo. Sicuramente qualcuno ribadirebbe il concetto del “questa qui si lamenta di cose che vivono tutte”. Sarebbe suo pieno diritto farlo, per carità, soprattutto perché non conosce appieno la situazione. Come qualsiasi madre in difficoltà, non sono alla ricerca di qualcuno che sminuisca i miei problemi, ma di qualcuno che in questo specifico momento mi regali un po’ di solidarietà. Sarà sbagliato, non discuto, indica forse una scarsa apertura mentale, ma ora ho bisogno di questo. Ho vissuto una lunga e piacevolissima sosta di un anno durante il quale ho goduto di un bimbo che mi ha graziato di tanti “sì mamma”invece di spiazzarmi con i suoi consueti atteggiamenti. Dopo tanto tribolare, ciò mi ha rimesso al mondo. Ora è di nuovo un periodo no, e mi fa molto male. Non sono l’unica, è vero, ma fa comunque male. E proprio perché so di non essere unica, talvolta posto articoli probabilmente utili a chi si trova a sua volta in difficoltà. Magari non confortano, ma un minimo di speranza la regalano. Come questo:http://lastaccata.splinder.com/post/19083562/dio-ce-ora-cho-le-proveTi ringrazio per il tempo che mi hai dedicato, ripassa a trovarmi. Mi farà senz’altro piacere.@xidor: diciamo che non eri partito esattamente con il piede giusto, ma un fraintendimento può capitare, non devi affatto scusarti. Chiedevo una traduzione perché non avevo davvero compreso il senso del tuo commento. In più, tutti quei punti esclamativi mi avevano irritata. In questo periodo la mia vita è satura di punti esclamativi, credimi, basta pochissimo per mandarmi in tilt. Concordo assolutamente con il tuo concetto che a maggior ragione le femminucce non si picchiano, è esattamente quello che ho spiegato anche a Superboy. Lui non è gigantesco, ma Piccolo Giunco è davvero minuscola. Va a tappeto con un soffio, quindi il gioco della lotta con lei non va fatto anche e soprattutto per quel motivo. Però, oltre alla questione oggettiva della differenza di stazza, ho suggerito a Superboy di non fare più quel gioco con lei, o con chiunque altro, per un motivo squisitamente strategico. Piccolo Giunco possiede una scaltrezza tipicamente femminile per ribaltare la frittata, scaltrezza che disapprovo totalmente perché picchia più duro più dei pugni. A dirla tutta, nel vederla fare quella scenata gratuita un bel cazzotto (vero) glielo avrei dato pure io. Perciò: è vero che le femminucce sono fisicamente più deboli, ma già a 6 anni qualcuna di esse picchia duro con altri sistemi. Alcune, nell’età adulta, abbandonano certi mezzucci, viva Dio. Altre, purtroppo, li usano fino alla vecchiaia. E sono loro quelle che mi fanno detestare il termine “femminuccia”. Amici? Perché no? Ma se ripassi a trovarmi, ti prego di lasciarmi messaggi più comprensibili. Ultimamente fatico a comprendere anche i concetti più rudimentali.  

xidor 09/29/2010 15:14

Cara Staccata,Non per essere polemico è un bell'inizio per una polemica . Ma le polemiche sono un modo di confrontarsi e di conoscere il parere degli altri. Cerco di spiegarti meglio il mio pensiero rispetto ad una situazione vissuta da qualunque genitore.Parto dalla "seconda osservazione". A meno che tu non sia una non violenta fondamentalista (e non mi appari affatto così), insegni ai tuoi figlioli che è sbagliato usare le mani ma al tempo stesso lasci intendere che è ammesso difendersi. Orbene nel caso di rissa tra maschi e femmine, sarò un maschio all'antica, ma ho insegnato a mio figlio che con le bambine non è lecito usare le mani neppure per difesa. E naturalmente succedeva a mio figlio alle elementari, dove le femminucce non sono più deboli dei maschietti, che mio figlio le prendesse dalle bambine. Ma va bene così.Veniamo al primo punto, sul quale ti devo dare ragione, i punti esclamativi erano un pò troppi. Non mi piaceva il tuo associare una rissa tra bambini, che io considero non un fatto grave con possibili molestie di uno sfigato ad una ragazza in topless. Ma rileggendo la tua frase mi rendo conto che ci avevo visto qualcosa che non c'era. Su questo ti devo le mie scuse.Amici ? 

anonimo 09/29/2010 14:40

penso che i bambini insieme a un sacco di altre cose assimilino dai genitori anche un pò del loro"stile emotivo". io per esempio sono un pò caratteriale e molto impulsiva (come dichiari di essere anche tu) e questo ha delle precise ripercussioni sul mio modo di relazionarmi ai miei figli che vedo tutti i giorni.  il passaggio che hai fatto alla fine mettendoti nei suoi panni davanti a quella schiera di adulti che lo giudicavano e lui arrabbiato e non capito a difendersi mi sembra molto bello e utile per entrambi. questo non significa che poi il bambino non debba imparare a chiedere scusa e a modularsi meglio ma dandogli la percezione di quella ingiustizia che non viene compresa dagli altri  ma da te sì, credo che tu gli abbia fatto fare un piccolo passo in avanti. in fondo eravate in due a sentirvi davanti ad una corte d'assise tu come mamma (davanti ai bla bla bla, che non ci si comporta così, che non sai tenerlo, che non sai educarlo) e lui.tu sei adulta e ti incazzi ma controlli lui non ha ancora gli strumenti e l'arduo compito sta appunto nel decodificare e tradurre oltre che convogliare in modo positivo queste esperienze ed energie.ogni volta che passo di qui trovo degli spunti di riflessione interessanti. ho sempre qualche riserva ad intervenire perchè anche io, come garbatamente ti ha detto mondopapy, qualche volta ho l'impressione che ti sembra di avere tu sola l'unico figlio problmatico. io credo invece che stare accanto ad un essere che si evolve per tutti sia complicato  e che ognuno di noi debba fare i conti con un groviglio di sentimenti e di emozioni difficile e che ti mette in continuazione in discussione. ciao e a presto.

anonimo 09/29/2010 14:22

Tanta solidarietà cara!!Sono anch'io mamma del "manesco di turno" e mi sono trovata spesso in situazioni che francamente mi hanno lasciata perplessa e anche un pò seccata a dire la verità. Ricevo sguardi di approvazione quando riprendo mio figlio che, in genere, è effettivamente lo scalmanato del gruppo ma con l'attenuante di essere anche il più piccolo quindi comprensibilmente quello che certi atteggiamenti li stà ancora imparando. Ecco, quando io riprendo mio figlio sembra che faccia solo il mio dovere, ma quando è lui ad essere provocato (da bambini più grandi a cui si potrebbero quindi spiegare meglio le cose) la cosa viene scandalosamente sorvolata, tranne poi puntare nuovamente il dito quando lui, giustamente, reagisce!In queste situazioni mi trovo molto combattuta sul quanto intervenire e quanto invece lasciare che se la sbrighino da soli....LaDistratta

Chi Sono

  • : La Staccata
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  • : Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
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