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26 ottobre 2009 1 26 /10 /ottobre /2009 22:36
dentino


Erano tre mesi che combattevamo contro l’ irriducibile primo dentino dondolante che si ostinava, caparbio, a restare ancorato alla boccuccia del nano con le sole forze di un filino di gengiva reticente.

Erano settimane che questionavo sul quando si sarebbe deciso a mollare la presa, sul quanto sarebbe stato bello mettere da parte quel preziosissimo primo segnale di crescita, sul come l’avrei fatto incastonare su una minuscola montatura d’oro per conservarlo fra i ricordi più cari.

Erano giorni che aspettavo, così come solo una mamma in attesa di un così importante evento aspetta.  Questo perché continuo a ritenermi una che ha partorito un bimbo tutto sommato normale, mentre la sconcertante realtà e che io sono davvero la madre di Superboy.

Oggi, nel breve lasso di tempo che va dallo scendere dalla macchina e infilarsi volando nella porta dello spogliatoio della piscina, il dentino si è dissolto nel nulla, inghiottito da un vento vorticoso smosso dal mantello del lillipuziano supereroe.

Mentre gli infilavo il costumino, lui ha iniziato come al solito a pavoneggiarsi in direzione di Laura, deliziosa biondina che rimane sempre a bocca aperta di fronte alla tronfia esibizione dei suoi muscoli da lanciatore di coriandoli.

Mentre sorrideva in posa plastica ( bicipiti tesi sopra la testa, pancia in dentro e petto di pollo in fuori)in direzione della sua ammiratrice, mi accorgo che il nano non ha più il suo dentino. Con un tuffo al cuore la mia voce tremula gli chiede : “Gioia mia, ma dov’è finito il dentino?”

E lui risponde, per nulla turbato: “ Mah! Non lo so, mamma… Mentre scendevo a velocità totanica le scale della palestra ho sentito che mi schizzava fuori qualcosa dalla bocca, ma non pensavo fosse il dentino… Vabbe', che ci vuole… Vallo a cercare, no?” E si infila con noncuranza cuffia e occhialini.

Vallo a cercareeeeeeeeee? E dove cribbio lo vado a cercare un microdente alle sei del pomeriggio, con un buio pesto e con possibilità di ritrovamento pari all’azzeccare una combinazione vincente al Win for life? Ma lo cerco, eccome. Passo una buona mezz’ora al freddo e al gelo ( vabbè, non proprio. Ma sono così depressa che mi sembrava doveroso aggiungere un tono di drammaticità alla narrazione) senza risultato. Dalla mia disperata caccia al tesoro emergono solo mozziconi di sigaretta, pezzetti di pizza bianca smozzicati e un paio di cacche di alano. Il punto dove dice di aver sentito schizzar via il dente è all'esterno della palestra; se fosse accaduto all'interno dell'edificio avrei forse avuto una minuscola possibilità di ritrovarlo.

Lo so che sono una beota allo stadio terminale, ma la perdita di quel dentino mi  è insopportabile. Io, proprio io, che conservo i feticci più bizzarri del nano, che ho la casa infestata dai suoi primi disegni , dalle sue prime lettere d’amore, dai giochini di quando era neonato, io che sulle sue frasi demenziali ci ho addirittura scritto su un libro, e che conservo in cassaforte i braccialetti che alla sua nascita ci identificavano agli occhi della legge come madre e figlio, proprio il primo dentino mi vado a perdere…

Si, l’ho smarrito. O meglio, si è perso in una delle tante corse folli di Superboy che non deambula come tutti i comuni bambini, ma vola. Corre così velocemente da perdersi un dente senza accorgersene, fendendo spavaldo l’aria con le sue alucce da pipistrello così come neanche Batman riuscirebbe a fare.

E mi ritrovo a piangere, madre disperata orfana del primo dentino da latte di suo figlio, senza riuscire a darmi pace.

Superboy, che ha ereditato la mia sensibilità ma la esercita esclusivamente durante i giorni pari della settimana, alla fine della lezione di nuoto ha così sentenziato: “ Dai mamma, non dispiacerti. Tanto il topino dei denti verrà comunque a saperlo e domani mattina troverò i soldini sotto al cuscino. Perché li trovo lo stesso i soldini sotto al cuscino, verooooooo?”

Gia, amore mio. Li troverai, sicuro. E nella bustina ci sarà anche un pezzettino dell’anima afflitta della tua mamma, scrittrice per caso, schiava devota dell’ironia e autrice di libri umoristici. Ma questa volta tua madre, solitamente così abile a scovare il lato comico della vita, è incapace di trovare un motivo per sorridere.

Si accettano pacche sulla spalla, frasi di circostanza, commenti pregni di speranza del tipo “ Sei una donna matura, impossessati nuovamente del tuo io, fatti una bella risata e piantala di delirare, tanto ne ha ancora diciannove da disperdere sulle scale della palestra” e cicchetti di liquore di quelli molto ma molto alcolici.

Fate vobis…


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commenti

FioreGaude 11/07/2009 22:51

Ok. A me la filippina ha buttato via il cordoncino da poco staccato. Era lì sul fasciatoio, ancora attaccato alla sua garzina... per cosa l'avrà scambiato? Cacca di pipistrello? Carne secca sudafricana avariata? Scema io che l'ho lasciato lì, LO SO...

Jersey 11/04/2009 16:50

Mmmmm... ok dai ti regalo quello di Alessia e facciamo finta che non sia successo nulla?

Elisabhett 10/28/2009 09:25

noooooo
Mi dispiace........(pacca sulla spalla)

Mia madre mi racconta sempre , che il mio primo dentino l ho ingoiato mangiando e lei per giorni si e' messa a carcarlo...
il continuo te lo lascio immaginare....la fine te la dico...l ha trovato
Se passi da me e vai a vedere i commenti sul tuo post c'e' una ragazza che  vorrebbe invitarti nel suo blog..e un altro splinderiano  che forse verra' alla presentazione....

pensataaddosso 10/27/2009 10:06

il prossimo dentino "fregalo sul tempo" staccaglielo tu quando vedi che proprio non si regge più.

ops .... dimenticavo "pant ....pant" (pacca sulla spalla)

anonimo 10/27/2009 09:03

Mi sono ritrovata in pieno con il tuo racconto! La mia bimba ha perso anche lei il primo dentino mangiando un frutto all'asilo e l'ha bellamente inghiottito al primo colpo! Quindi vai a spiegare alle maestre la mia tristezza quando ho scoperto il fatto! Ma come dice il detto: "Morto un "dentino" se ne fa un altro!" Ciaooo Gabriella - Unamamma bis

Chi Sono

  • : La Staccata
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  • : Luana Troncanetti, scrittrice per caso, schiava devota dell'ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, aka Superboy. Nel 2009 ho vinto il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica e sono ancora qui a disegnare cerchietti in un angolo e a chiedermi: "Ma che s'erano pippati quelli della giuria?"
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